Paolo Hendel

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Paolo Hendel nasce a Firenze e negli anni '80 inizia a scrivere e mettere in scena i suoi primi monologhi comici per il teatro. Dal 1996 al 1998 e nel 2001 è ospite fisso della trasmissione Mai dire gol, creatura televisiva della Gialappa's Band, dove nasce il personaggio di Carcarlo Pravettoni, parodia del più cinico e spietato uomo d'affari. Negli anni ’80 i Giancattivi lo vogliono nel film A Ovest di Paperino, nel 1982 è nel cast di La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani e nel 1986 in Speriamo che sia femmina di Mario Monicelli. Nel 1988 è tra gli interpreti di Paura e Amore di Margarethe Von Trotta e di Domani accadrà di Daniele Luchetti. Nel 1989 è nel film Cavalli si nasce di Sergio Staino e nel 1990 è tra i protagonisti di La settimana della Sfinge di Daniele Luchetti, con Margherita Buy. Nella seconda metà degli anni ’90 è ne Il Ciclone e Il pesce innamorato del conterraneo Leonardo Pieraccioni. Nel 2010 è in Amici miei... Come tutto ebbe inizio, il prequel del celebre film del 1975, accanto a Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, per la regia di Neri Parenti.

In Scena


NIENTE PANICO!

Teatro --


Si sa, ogni epoca ha i suoi disastri e le sue guerre, ma finora, per quante cose brutte noi umani abbiamo combinato nei secoli, la nostra sopravvivenza su questo pianeta non era messa in dubbio. 
Non dico singolarmente, che in questo mondo ciascuno di noi va e viene in un attimo come niente fosse e il più delle volte senza lasciare traccia alcuna. No, intendo come genere umano. Ogni volta i più ottimisti potevano sperare che la follia umana di una guerra, per esempio, a un certo punto sarebbe temporaneamente passata lasciando che gli uomini, pur non meritandoselo, seguitassero a popolare la Terra. Insomma, ti potevi permettere il lusso di avere un po’ di fiducia, un briciolo di ottimismo nel domani e alla fine si viveva abbastanza serenamente tenendo sotto controllo ansie e paure.

Le cose ora stanno rapidamente e pericolosamente cambiando e in questo monologo Paolo Hendel si trova a fare i conti con una fase della sua vita in cui i motivi privati di ansia vanno a braccetto con un’epoca nella quale anche il meteo, con il disastro ambientale in corso, è causa continua di ansie e di paure. Niente panico! è un comico viaggio tra paure pubbliche e paure private. Tra un futuro sempre più traballante e un presente che tira brutti scherzi, con la nostra fragilità di fronte alle pandemie e la rinnovata minaccia della terza guerra mondiale. Ancora una volta ridere di tutto questo è l’antidoto più efficace contro le tante paure di questa nostra non facile epoca. Alla fine le cose non cambiano, ma almeno si dorme un po’ meglio.

NOTE DI REGIA DI GIOELE DIX

Niente Panico! è la mia terza consecutiva regia per Paolo Hendel. All’antica sintonia, che viene dagli anni dei nostri esordi nel cabaret, si è aggiunta nel tempo una condivisione profonda di forme e contenuti della comicità teatrale. Hendel è un attore comico irregolare, beneficamente contraddittorio, sempre in bilico fra la sua anima colta e il suo istinto irriguardoso. Sa far ridere con grazia anche quando è spudorato. Ed è al tempo stesso capace di far commuovere il suo pubblico senza espedienti e sotterfugi retorici.

In questo nuovo spettacolo, pensato da Paolo Hendel con Marco Vicari, suo indispensabile complice nell’ideazione e nella scrittura, si affronta con coraggio e un pizzico di sana spavalderia il tema della paura, sia essa individuale che collettiva. È un ironico viaggio a zig-zag fra le ansie personali sulla nostra salute e le catastrofi planetarie che ci guastano severamente l’umore.

Ma Niente Panico! è anche il racconto, ricco di riflessioni ed emozioni, di un’amicizia speciale e del destino al quale va incontro chi si fa carico della cura di persone in difficoltà: tante apprensioni, altrettante speranze, per un esito sempre incerto. 

Grazie al contributo di Angelo Lodi, abbiamo realizzato una scenografia essenziale che permette di ambientare al meglio gli snodi narrativi e le divagazioni comiche del protagonista.

Concludo queste brevi note con una confessione. Lavorare con Paolo Hendel e mettere in scena i suoi testi è per me un godimento assoluto. Anche se a volte occorre faticare affettuosamente per arginarlo. Insomma, quando mi offre una nuova regia, io faccio festa e offro da bere a tutti.

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