Il Bipede barcollante

  • Il Bipede barcollante

    Il Bipede barcollante

    scritto da Paolo Hendel 
    con Piero Metelli

    e con la collaborazione di Sergio Staino

Paolo Hendel torna in teatro con un monologo in cui ci offre un altro capitolo della sua personale ed esilarante rilettura del mondo, questa volta allargando l’orizzonte fino all’origine dell’umanità.

Un bel giorno l’uomo abbandona la sua comoda e sicura andatura a quattro zampe e conquista la posizione eretta, una posizione ben più precaria e instabile. Inizia così il difficile e travagliato cammino della specie umana, dalla scimmia a Bruno Vespa.

Un bel giorno l’uomo abbandona la sua comoda e sicura andatura a quattro zampe e conquista la posizione eretta, una posizione ben più precaria e instabile. Inizia così il difficile e travagliato cammino della specie umana, dalla scimmia a Bruno Vespa. 
E’, questo, un risultato di cui andare fieri? E ancora: si può parlare di vera evoluzione, trattandosi di Vespa, l’inventore dell’ormai mitica figura del giornalista-maggiordomo? Bruno Vespa, ovvero dall’ Homo Erectus all’ Homo Semipiegatus... 
Questa e altre le domande che Hendel si pone mentre ricostruisce il cammino evolutivo dell’uomo. 
I nostri guai, si sa, cominciano nel giardino dell’Eden, con Adamo ed Eva e quella faccenda della mela e del peccato originale, con tutto quello che ci siamo dovuti sorbire da allora ad ora per punizione: odi, sofferenze, violenze e ammazzamenti. Da Nerone a Hitler, da Attila a Bin Laden, da Jack lo Squartatore a Gigi Marzullo. L’orrore. E tutto questo perché Adamo ed Eva un bel giorno hanno dato un morsino a una mela, magari anche acerba! E se si erano mangiati uno strudel intero, che cosa gli faceva il Padreterno?


Il bipede barcollante è un monologo sull’uomo e le sue fragilità, sull’uomo e le sue tante paure... prima fra tutte la paura delle malattie. E qui Hendel ci racconta, descrivendola con dovizia di particolari, una sua più che personale esperienza di check-up, con relativi aghi, tubi, sonde e sondine infilati senza mezze misure un po’ dappertutto, contenitori di plastica sfacciatamente trasparenti con dentro i campioni da consegnare all’istituto di analisi aspettando il proprio turno in coda con altri compagni di sventura, ognuno con il suo barattolino stretto tra le mani, a sbirciare i contenitori degli altri per fare i debiti raffronti... 
Con la consueta bravura Hendel riesce a trasformare, con leggerezza, un argomento di per sé non facile né allegro in una imperdibile occasione di gioco e di irresistibile riso liberatorio.

Rassegna stampa Il Bipede barcollante

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