Outing Fidanzati per sbaglio

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    Outing Fidanzati per sbaglio

    Scritto e diretto da: Matteo Vicino
    Produzione:  Camaleo e Red Carpet  
    Con:  Nicolas Vaporidis e Massimo Ghini

Nel 2012 Spyros Theodoridis partecipa al film  Outing, fidanzati per sbaglio.

Riccardo, 31 anni, è un aspirante stilista che non riesce a trovare l'opportunità  di esprimere il proprio talento nella Puglia dove è nato e cresciuto. Federico, suo coetaneo e suo migliore amico, è un eterno disoccupato il cui passato nasconde uno svantaggio di partenza difficile da colmare. Quando Riccardo parte per Milano con la fidanzata Lucia, sperando di essere scoperto dal mondo della moda, Federico viene a sapere di un bando che mette a disposizione in Puglia fondi europei per giovani coppie di fatto con un progetto imprenditoriale. Da lì ad immaginarsi coppia di fatto con Riccardo e richiamarlo nella terra natia il passo è breve: bisognerà  però convincere la commissione incaricata di assegnare i fondi circa la credibilità  della loro relazione.
Il film scritto, diretto e montato da Matteo Vicino ha due anime, e due opposte tendenze (se ci si perdona la... variazione sul tema), un po' come l'Italia che descrive. La prima è onesta, coraggiosa e innovativa nel tentare strade espressive originali e affrontare tematiche di grande attualità , come l'umiliazione del merito e la mancanza di occasioni, soprattutto al sud, e soprattutto per i giovani. La seconda invece cede al fascino della seduzione della farsa e della battuta gratuita, soprattutto nel ritratto clownesco dell'omosessualità , ma anche nel proporre soluzioni facili a problemi complessi, e nel perpetuare la validità  del ricatto, seppure a fin di bene.
La struttura circolare della storia riannoda i fili tesi in modo interessante dall'incipit, ma lascia troppo spazio nella parte centrale alla seduzione della risata facile e ad una irrealtà  che, se nella parte iniziale è scelta stilistica accentuata da un'altissima definizione che rende surreali contesti e situazioni amaramente riconoscibili, nella parte centrale diventa ammiccamento al gusto del grande pubblico, livellato verso il basso da decenni di fiction televisiva e dal cinema che l'ha inseguita.
Peccato, perchè Vicino ha gli istinti narrativi giusti, e la giusta indignazione. Ma il pubblico italiano, soprattutto quello giovane, è già  pronto a vederli esplicitati in modo più diretto e meno mediato dalle esigenze del box office. Diamogli questa opportunità , e un po' più di fiducia.

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