SCEMI DEL VILLAGGIO

  • SCEMI DEL VILLAGGIO

    SCEMI DEL VILLAGGIO

    Con il sostegno del MiC e di SIAE, nell'ambito del programma "Per Chi Crea" 2024


    AGIDI presenta

    SCEMI DEL VILLAGGIO


    progetto teatrale di NICCOLÒ FETTARAPPA e LORENZO GUERRIERI

    drammaturgia NICCOLÒ FETTARAPPA

    aiuto regia MARIA CHIARA ARRIGHINI

    contributo intellettuale di CHRISTIAN RAIMO

    regia e interpretazione di NICCOLÒ FETTARAPPA e LORENZO GUERRIERI

    Crediti

Niccolò Fettarappa in:

SCEMI DEL VILLAGGIO



SCEMI DEL VILLAGGIO è un progetto teatrale che vuole riscoprire la città come per la prima volta, con uno sguardo satirico, beffardo e irridente. Protagonista è il territorio e il nostro rapporto conflittuale con i diversi spazi sociali, i paesi di provincia, le metropoli, i luoghi di villeggiatura. Ci proponiamo come scemi del villaggio, come aedi non richiesti che cantano le nevrosi del vivere cittadino, cantori pellegrini di città che in tutto il mondo tendono sempre più ad assomigliarsi e ad omologarsi secondo i dictat del mercato e del turismo. Con feroce ingenuità ci interroghiamo sul significato di “spazio pubblico” e su come in concreto esso si realizzi nelle nostre città. Come “stiamo insieme” nelle nostre città? Male, ci stiamo molto male.

Nell'attuale contesto sociale, siamo tutti più insoddisfatti e psicolabili, ossessionati dall'idea di dover fuggire, di dover prenderci del tempo per noi, di dover viaggiare in ogni capo del mondo per accrescere il nostro capitale esperenziale, mentre il concetto di viaggio perde ogni anelito rivoluzionario o ribelle e diventa routine consumistica. In una serie di quadri comico-picareschi raccontiamo questa nevrosi che ci pervade, che ci rende tutti goffi, disadattati al vivere cittadino, sempre nervosi, in preda ad ansie e paranoie urbane di vario genere. Tutto intorno a noi si gentrifica e abbiamo il terrore che l'unico modo di sopravvivere sia aprire una gelateria tipica in un centro storico tipico di un paese tipico.

Le città sono infatti sempre più inabitabili. I diversi spazi urbani tendono tutti a farsi non-luogo, luoghi di passaggio, luoghi della prevedibilità videosorvegliata in cui è impossibile incontrare uno sconosciuto, spazi comuni organizzati per stare da soli. La relazionità, il dibattito, sono esclusi dai luoghi pubblici. L'Altro è diventato un altro solo privato, privatistico, confinato nella sfera dell'intimo, nelle chat personali su Whatsapp. La strada, la piazza, non sono più luoghi per incontrarsi ma posti dove spendere soldi, comprare l'ennesimo prodotto inutile e al massimo farsi un selfie fugace. L'urbanistica sviluppa sempre più l'idea di una città a misura di cartellone pubblicitario, a misura di McDonald's, al massimo a misura di turista, che è sempre in massa e nota soltanto ciò che luccica di più. Nelle città lo spazio pubblico tende progressivamente a scomparire. I DDL Sicurezza intanto sfrattano gli occupatori abusivi, pure fossero donne incinte. La casa non è contemplata tra i diritti dell'uomo. Scompaiono persino le panchine, sradicate dai decreti sul decoro urbano. Sempre più convintamente siamo tutti devoti alla proprietà privata e il termine “comunità” ci fa in fondo un po' imbarazzo, ci sembra buono solo per il voucher delle programmazioni teatrali.

Lo spazio urbano sta andando alla malora, perde vitalità, si fa anonimo, grigio, e tutti noi, in ambienti urbanisticamente così depressi, ci scopriamo più smorti. Ci chiediamo se, morendo, le nostre città siano almeno ancora in grado di un ultimo grido.

 

SCEMI DEL VILLAGGIO | Teaser 1

SCEMI DEL VILLAGGIO | Teaser 2

Date tournée


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