Ho fatto splash!

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    Ho fatto splash!

    regia di Maurizio Nichetti

    Crediti

Carlina è una giovane insegnante di scuola media, angosciata dal rapporto con i suoi alunni. 

Luisa vorrebbe sfondare nel mondo dello spettacolo. Angela è una studentessa universitaria fuori corso. Le tre amiche dividono insieme un piccolo appartamento a Milano, dove cercano di vivere senza integrarsi nel sistema e sperimentando, almeno nelle intenzioni, modi alternativi di vita. 

Un giorno ricevono la visita del cugino di Carlina, Maurizio. Il ragazzo si è addormentato a sei anni di fronte al televisore e si è risvegliato da poco, dopo un sonno profondo durato vent’anni, ma ancora non spiccica una parola. Il cugino viene ospitato in casa delle tre ragazze per qualche giorno. Il primo giorno Luisa e Maurizio partecipano come comparse alla realizzazione di uno spot pubblicitario per una bibita. Durante le riprese, Maurizio pronuncia la frase che dà  il titolo al film, fornendo involontariamente ai produttori uno slogan di incredibile successo. Dopo qualche giorno, Carlina comunica alle due amiche che ha deciso di sposarsi, oltretutto in chiesa (per poter ricevere i regali dei parenti). Luisa e Angela, sentendosi abbandonate e tradite, reagiscono alla notizia con arroganza, accusando Carlina di ingratitudine e incoerenza e reclamando i propri diritti. Ma Carlina ha ormai deciso. Luisa e Angela decidono di rifiutare l’invito alla cerimonia, ma non quello al pranzo di nozze. Il giorno delle nozze Maurizio si improvvisa fotografo, trasformando la cerimonia e il pranzo di matrimonio della cugina in un vero incubo. Alla fine della giornata, Maurizio accompagna a casa Angela e Luisa, troppo ubriache per reggersi in piedi. Angela, in un momento di lucidità , ricorda che Luisa deve recitare come comparsa nella "Tempesta" di Strehler quella sera stessa. Luisa è troppo ubriaca, così Angela decide di prendere il suo posto, ma dimentica il costume di scena a casa. Maurizio, recuperato il vestito, la raggiunge a teatro, dove cerca di consegnare ad Angela il vestito nel bel mezzo della rappresentazione, trasformando l’opera shakespeariana in una tragedia. Delusi e amareggiati, ai giovani non rimane che uno spazio virtuale di vita alternativa: sdraiati su un prato finto di uno stand fieristico, Maurizio, Luisa e Angela recitano assieme ad altre giovani comparse l’utopia dei movimenti giovanili, una trasgressione consentita e autorizzata da quello stesso sistema che si erano proposti di cambiare. 

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