Glam Life.it
Hocus Molto Pocus: magia e comicità secondo Raul Cremona

La prestibirigiritazione del Mago Silvano, il maschilista impenitente Omen, la carica interpretativa dell’irresistibile Jacopo Ortis. Il Teatro Parioli è il palcoscenico magico in cui Raul Cremona approda a Roma con “Hocus molto pocus”, ottimo spettacolo in bilico tra comicità, giochi di prestigio, gag ed atmosfere anni ’50: un viaggio bizzarro che parte da un teatro pieno di ricordi d’infanzia e di oggetti magici e trasporta il pubblico in un vorticoso giro in giostra di travestimenti, battute al vetriolo intrecciando la sua verve ironica alla poesia, servendosi della magia come arte della narrazione. Perfetti i movimenti ed i tempi scenici, non solo per la bravura degli attori ma anche della “mano invisibile” del regista Raffaele De Ritis, già collaboratore del Cirque du Soleil, di Disney on Ice e del Circo Barnum.E si vede.
Una comicità elegante, per nulla banale e volgare, sussurrata ma dalla forza comica veemente: un’ora e mezza in cui il pubblico viene coinvolto (letteralmente portato sul palco) dal mago Silvano con i suoi trucchi (sembra comicità, ma è magia vera!), dalle “boutade” da istrione di Jacopo Ortis (attore di “gassmaniana” memoria) nonché dalle battute di Omen (“Signori e signori! E le signore? S’ignorano!”). “Hocus molto pocus” ha degli intramezzi musicali che fanno assaporare l’atmosfera dei grandi show degli anni ’50”, ed è in questi momenti che Raul gigioneggia cantando e ballando, evocando così gli entertainer dei tempi passati o duetta con il pianista Lele Micò e l’attore comico Felipe. Un one man show da gustare, ma sempre con una convinzione in mente: gli elefanti, in Danimarca, non esistono. Che vuol dire? Vedrete e capirete.
Luca Maria Brogli


