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Grande successo a Roma per Paolo Hendel con Il tempo delle susine verdi

Tranquillo e serio nelle interviste quanto sul palcoscenico è frizzante ed irridente, Paolo Hendel, questi giorni a Roma al Teatro Parioli dopo una lunga assenza dalla Capitale, ha risposto con grande disponibilità alle domande della nostra testata. Grazia e leggerezza si sposano magicamente, nel suo spettacolo, con una comicità toscana decisamente colorita, e forse è proprio questo uno degli ingredienti del suo successo.

Grazia e leggerezza si sposano magicamente, nel suo spettacolo, con una comicità toscana decisamente colorita, e forse è proprio questo uno degli ingredienti del suo successo.

Che effetto ti ha fatto tornare in scena a Roma dopo tanti anni ed il pubblico come ha accolto il tuo spettacolo?

È stato un ritorno commovente, ancor più perché sono tornato proprio al Teatro Parioli dove, agli inizi degli anni Novanta, quando non trovavo un teatro che ospitasse il mio spettacolo, Maurizio Costanzo mi ha aperto le porte, invitandomi anche al Costanzo Show, nonostante l’avessi avvertito che proponevo una performance molto pungente, provocatoria. Lui mi disse “Puoi venire e sentirti libero di dire e fare quello che vuoi”. Il pubblico che ho trovato al Parioli è un pubblico con cui mi sento in forte sintonia, lo spettacolo cambia a seconda del gioco che si stabilisce di sera in sera. Questa volta ho cercato, come spunto per lo spettacolo, il pretesto dell’amore, per parlare di tante altre cose, disamore, razzismo, ricordi di scuola, esperienze di vita, ma in realtà l’attualità è rientrata subito (c’è anche un intervento del mio personaggio Carcarlo Pravettoni) e, d’altra parte, è giusto che sia così perché si cerca di ridere delle cose che meno ci piacciono e di certo molti eventi di attualità non ci garbano affatto.

Fai riferimento al Simposio di Platone e alle poesie di Neruda. Cos’è per te l’amore?

Una delle cose più importanti e necessarie della vita, al di là del gioco e dello spettacolo, intendo, certo dipende molto anche dalla fortuna, se lo trovi, quanto dura…

Che origine ha il titolo dello spettacolo, Il tempo delle susine verdi?

In genere impiego circa un anno a preparare uno spettacolo e almeno il doppio a trovare un titolo giusto... In questo caso, i primi tempi che ho portato in scena Il tempo delle susine verdi raccontavo una storiella d’amore fra due elefanti, dove parlavo anche di susine verdi, sulla falsariga ironica di rubrichette alla Alberoni, secondo me piene di banaltà ma presentate invece come trovate geniali (c’è chi ovviamente la pensa in tutt’altro modo), poi però ho cambiato alcune parti dello spettacolo ma il titolo è rimasto.

Hai la percezione che la tua vis comica sia cambiata in questi anni, che abbia subito un’evoluzione, o ti senti sempre lo stesso ‘ragazzaccio’?

Ho cominciato la mia storia artistica quasi per caso, mi sono trovato sul palco mosso dalla voglia di ridere delle cose che non mi piacevano e questo negli anni è rimasto uguale: si ride per prendere una boccata d’aria, è un bisogno fisiologico, quale che sia l’età della vita. In questo senso ho la stessa spinta, la stessa motivazione, oggi come ieri.

Com’ è iniziato il sodalizio con il Maestro Sessa che ti accompagna in scena con la chitarra?

Ranieri Sessa vive a Firenze ma è nato a Siracusa, ha scritto le musiche di molti dei miei spettacoli ed è un virtuoso della chitarra. Già da tempo avevamo pensato di completare la nostra collaborazione con la sua presenza in scena e finalmente ci siamo riusciti: questo mi ha dato nuove possibilità nell’allestimento dello spettacolo e mi ha anche consentito di fare dei giochi, dei movimenti e delle piccole “danze” sul palco.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

A marzo andrà in onda su Italia 1, in venti puntate, la sit-com All stars che ho girato a Milano e che sarà interpretata da Diego Abatantuono, Bebo Storti, Fabio De Luigi, Gigio Alberti, Antonio Cornacchione, Ambra Angiolini. Sempre a marzo inizieranno le riprese di Amici Miei atto IV, con la regia di Neri Parenti, ambientato stavolta nel 1400 e basato su alcune novelle del Boccaccio. Sarà una bella avventura, anche perché c’è un cast inedito, un bel gruppo di attori, tutti a loro agio in situazioni comiche (Christian De Sica, Massimo Ghini e Giorgio Panariello). Io interpreto il ruolo del medico/cerusico, l’amico di zingarate più istruito.

Elisabetta Colla

 

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Martedì, 22 Maggio 2012
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