Il Resto del Carlino, Bologna_11 febbraio 2010
STORIE DI TUTTI I GIORNI NEL GIRONE DELLA SOLITUDINE

Angela Finocchiaro è in treno. Alla volta della sua prossima scena, Bologna. E quindi sorge spontaneo, pensando allo spettacolo che porterà al Teatro delle Celebrazioni da stasera a sabato alle 21 (Mai più soli di Stefano Benni, con la regia di Cristina Pezzoli e affiancata da Daniele Trambusti) chiederle qualcosa sul "viaggio all'inferno" tra i vagoni che attraversano la nostra Italia ogni giorno, che fa parte dei racconti "surreali", voci del nostro impossibile presente, cui lei dà vita in scena.
«Sì - spiega l'attrice - questa è una delle storie, vista come i gironi dell'inferno. C'è il girone dei prenotati, quello dei tifosi, quello di quelli che stanno col riscaldamento o il condizionatore rotto. Ogni vagone è un mondo a parte».
Nello spettacolo in cui i protagonisti si comportano come particelle impazzite, vittime della sproporzione tra una società dominata dai nuovi mezzi di comunicazione e la crescente solitudine dell'individuo, il filo rosso tra tutti i pezzi è il titolo del racconto ('Mai più soli', appunto) che era già presente ne La grammatica di Dio di Benni. Un titolo che era anche lo slogan per vendere un cellulare di qualche tempo fa.
Sul palcoscenico c'è un uomo, interpretato da Trambusti, che ha un cellulare e nessuno lo chiama e si fa sedurre dalle lusinghe della pubblicità. Rispetto alla genesi dello spettacolo la Finocchiaro ha aggiunto due nuovi racconti da Pane e tempesta, l'ultima fatica letteraria dello scrittore bolognese che, informa lei, «sarà stasera alle Celebrazioni perché non ha ancora visto il lavoro con i due nuovi pezzi». Ogni frammento di questa grande storia mette in campo varie umanità. Quelle ad esempio spiate nel loro modo di passare un ipotetico ultimo dell'anno: c'è il solitario, l'ansioso, il disgraziato che deve per forza far festa a casa sua. C'è il momento poetico con storie di lavoro e morti bianche. Ma come nasce questo rapporto di lavoro e, immaginiamo, anche di amicizia con Stefano Benni?
«Tutto cominciò tanti anni fa, nel 1994, quando lui scrisse e io interpretai La misteriosa scomparsa di W che ora è stata messa in scena da Ambra Angiolini. Lì abbiamo cominciato a conoscerci. Dopo tanto tempo Benni ha ceduto e mi ha mandato i suoi testi. In questo caso si tratta di uno spettacolo con molti materiali differenti perché ci sono articoli e poesie. E' da 18 anni che inseguo Stefano, un autore davvero possessivo. Adesso si è disteso o forse rassegnato. A volte penso che mi piacerebbe portarlo in scena con me per un lavoro sul tema dell'amore, sviscerato nelle sue tante facce: l'essere amati e accettati, il far parte di un branco, l'essere soli».
Angela Finocchiaro arriva a Bologna e il suo pensiero va ai tanti amici che ha nella nostra città. «Ho amicizie forti, persone che mi vogliono bene e ricambio col cuoricione gonfio.... A Bologna lo spettacolo non può andare male».
Benedetta Cucci
11 febbraio 2010


