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La Repubblica, 1 febbraio 2006

"La bestia nel cuore" in lizza come migliore film straniero. Non succedeva dal ´99, quando vinse "La vita è bella" di Benigni

LOS ANGELES - L´Italia torna in campo all´Oscar a sette anni dai premi a "La vita è bella" di Roberto Benigni. "La bestia nel cuore" di Cristina Comencini ce l´ha fatta ad entrare nella cinquina che il 5 marzo si contenderà la statuetta per il miglior film straniero. E la Comencini avrà accanto a sé altri due italiani candidati: Gabriella Pescucci per i costumi di "La fabbrica di cioccolato" di Tim Burton e Dario Marianelli per la colonna sonora di "Orgoglio e pregiudizio".
Fra le candidature maggiori nessuna sorpresa. Domina, con otto nomination, "I segreti di Brokeback Mountain" di Ang Lee, storia d´amore tra due cowboy nei meno tolleranti anni ‘50 (tra cui miglior film, regista e attore, Heath Ledger). Seguono, con sei candidature ciascuno, "Crash" di Paul Haggis (sui conflitti razziali e sociali a Los Angeles), che vede candidato Matt Dillon come non protagonista, e "Good Night and Good Luck" di George Clooney (sul giornalista televisivo Edward Murrow, oppositore di McCarthy negli anni ‘50). Completa la rosa dei film con le maggiori candidature "Munich" di Steven Spielberg. Candidato come miglior film anche "Capote" di Bennett Miller, sull´eccentrico scrittore di "A sangue freddo" (Philip Seymour Hoffman nel film, favorito per la vittoria come miglior attore).
Questo è indubbiamente l´anno di Clooney, che rivela una forte coscienza politica anche col polemico "Syriana": l´attore ha ricevuto tre candidature personali, come miglior regista e sceneggiatore (per "Good Night") e attore non protagonista in un film diverso, "Syriana" (in cui interpreta un agente della Cia in Medio Oriente). E´ la prima volta nella storia degli Oscar che un regista viene anche candidato come attore per due film diversi (Benigni era stato candidato come attore e non come regista di "La vita è bella").
"Brokeback Mountain" guida l´ondata di film indipendenti che si sono imposti quest´anno nella rosa delle principali categorie, a differenza del passato in cui generalmente erano i prodotti degli Studios hollywoodiani ad avere la meglio agli Oscar. A parte "Munich", infatti, la maggior parte dei film a grosso budget che erano stati tenuti sott´occhio per la categoria miglior film, come "Walk the line", "Memorie di una geisha" e "Cinderella Man", sono stati ignorati nelle categorie principali.
E´ inoltre la prima volta dal 1981 che tutti e cinque i film candidati all´Oscar come miglior film sono anche rappresentati dai loro rispettivi registi: Ang Lee (reduce della vittoria come miglior regista del Sindacato registi) per "Brokeback Mountain", Spielberg per "Munich", Paul Haggis per "Crash", Clooney per "Good Night and Good Luck" e Bennett Miller per "Capote". Tre dei migliori cinque film sono biografie: "Capote", "Good Night and good luck" e la biografia di Johnny Cash "Walk the Line": considerato all´inizio uno dei favoriti come miglior film, quest´ultimo è invece rimasto tagliato fuori, anche se i suoi protagonisti Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon sono candidati come migliori attori. "King Kong" di Peter Jackson ha ricevuto solo candidature tecniche (effetti speciali, suono, fotografia) e "Memorie di una geisha" candidature "estetiche" (costumi, cinematografia, colonna sonora).
Tra gli attori ci sono ex vincitori (Charlize Theron per "North Country" e Judi Dench per "Lady Henderson presenta"), veterani alla loro prima nomination come George Clooney, la Witherspoon, Rachel Weisz (favorita per "The Constant Gardener") e David Straithairn ("Good Night") e volti nuovi all´Academy come Felicity Huffman, vincitrice del Golden Globe per il suo ruolo di un transessuale in "Transamerica". L´attrice di "Desperate Housewives" è insidiata nella sua potenziale vittoria solo da Reese Witherspoon, fresca del premio assegnato dal Sindacato attori. Completano la rosa delle attrici candidate giovani emergenti come Keira Knightley ("Orgoglio e pregiudizio"), Michelle Williams ("Brokeback Mountain") e Amy Adams ("Junebug"). Sorpresa infine per la candidatura di William Hurt in "A history of violence" di David Cronenberg, in cui Hurt appare nella sola sequenza finale del film.
La premiazione dell´Oscar si svolgerà il 5 marzo al Kodak Theatre di Hollywood e sarà condotta dall´irriverente Jon Stewart, noto per il suo talk show televisivo politicamente "scorretto" e di sinistra.
 
Silvia Bizio

 

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