La Repubblica, 12 dicembre 2009
GIULIO CASALE CANTA FERNANDA PIVANO
C’è di mezzo l’amore ideale tra un giovanotto di oggi e una vecchia signora di ieri: lui, Giulio Casale, attraverso lei, la mitica Fernanda Pivano, ritrova le parole, le passioni civili, le emozioni che il nostro tempo non ha più.
Con La canzone di Nanda, regia di Gabriele Vacis, il più simile a Gaber tra gli eredi di Gaber, applauditissimo (al Piccolo di Milano dove ha debuttato tornerà a grande richiesta il 16 febbraio), riscrive pagine scelte dai diari della Pivano e rifà una antologia della beat generation: Kerouac & C.
Buono il fatto che Casale si allontani da Gaber nel modo di stare in scena trovando una sua naturalezza nel cantare e raccontare. E buono che non lasci il solco di Gaber, quello dell’autocoscienza collettiva. Anche se si capisce che oggi diventa sempre più difficile trovarla quella coscienza.
Anna Bandettini
12 dicembre 2009


