Era Ora
ERA ORA
regia Corrado Accordino
con Silvana Fallisi e Alfredo Colina
scene Maria Chiara Vitali
costumi Gabriella Campagna
Prendete una donna stravagante e un uomo disilluso, chiudeteli in un bagno e lasciateli soli per un’intera serata. È questa la ricetta per scoprire i pensieri più nascosti, più sottili e più comici di due perfetti sconosciuti che si incontrano per caso. Lui fa cadere l’anello prezioso di lei nello scarico del lavandino, lei, credendolo un ladro, chiude a chiave il bagno intenzionata a non far uscire nessuno dei due fino alla restituzione del maltolto.
È questo l’avvio di una serie di equivoci e situazioni imbarazzanti che danno vita ad un divertente confronto fino all’ultima battuta, un dialogo che non dà tregua, una girandola di giochi di ruolo e divertimenti linguistici vertiginosi che con ritmo incalzante ci mostrano tante verità su cui sorridere: uno specchio di riflessione e comicità sull’uomo contemporaneo.

Dopo averla vista al fianco di Aldo Giovanni e Giacomo negli ultimi film e spettacoli teatrali, Silvana Fallisi torna in scena come protagonista, in coppia con Alfredo Colina, di questa commedia divertente e surreale, diretta da Corrado Accordino. Il testo è di Alessandra Scotti, giovanissima drammaturga da poco diplomatasi alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”.
(G. Aguzzi, Quartopotere.com)
“Oltre alla situazione concreta e reale infatti – sottolinea il regista Corrado Accordino – esiste un piano surreale, più originale e imprevedibile, che entra prepotentemente a sconvolgere la scena, cambiando i punti di vista e ribaltando i ruoli. In questo mondo parallelo la situazione diventa ancor più paradossale e ironica e accadono cose improbabili rese possibili dall’immaginazione deviata dei protagonisti” i quali - aggiunge Alessandra Scotti - “vivono quel che accade, tutto quel che accade, senza cercare una logica, anche quando la situazione diventa strana, irreale, assurda. Si guardano allo specchio e riescono ad andare in profondità, a guardare cosa c'è dietro, cosa c'è dentro. E riescono anche a tenerlo in mano quello specchio, rivolto verso chi guarda, affinché anche lui, tra una risata e l'altra, possa specchiarsi per scoprire qualcosa di sé.”









